Il Pezzo Etneo

Quando l’ironica e malinconica verità di un giornale supera l’idiozia degli imbecilli
Gabriele patti,  17 Settembre 2026
Pezzi di una città immaginaria

C’è un giornale che ogni volta che scrive una notizia consegue un risultato. Sbaglia, come tutti. Ma lo consegue più di altri. Un giornale di inchiesta, di satira, di argomenti allegri e di opinione. È schierato? Non mi pare. Se proprio si deve dire che è schierato, si dirà che lo è dalla parte della giustizia. Con tutti gli errori che può commettere un giornale a prescindere dal sentimento che ha deciso di sprigionare o dal principio che ha scelto di diffondere. E pochi giornali lo fanno, alcuni addirittura millantano emozioni dietro corrispettivo.

Un giornale che…uno, due, tre, quattro anni ha provato a scrivere la verità. Verità, alcune dimostrabili, altre ha preferito non dimostrarle. Un giornale che ha ancora due processi in corso per aver scritto cose che in questa città non ha mai scritto nessuno né tanto meno ci hanno provato. Un giornale che ha toccato temi e persone che nessuno aveva mai toccato. Un giornale che si è schierato contro chi conosce e gestisce l’informazione e la città. Con molta più esperienza di chi si occupa invece di gestire questo giornale. Si parla del bene e del male. Qualunque cosa voglia dire o qualunque interpretazione si possa dare.

Un giornale che ha difeso e attaccato politici e giornalisti. Che ha attaccato i gestori della pubblicità dei giornali online. Che ha attaccato chi in questa città vuole fare crescere una classe dirigente che non piace e non fa bene alla città. Perché, ed è un’opinione, favorisce la mafia. Perché rappresenta una parte di Catania che agevola un modo di fare imprenditoria e di essere Catania che a me, e presumibilmente a tanti altri, non piace. Un giornale che, seppur con toni aspri e ironici – che poi sono quelli che non piacciono a quella Catania abituata alla cronaca gentile – ha provato a cambiare qualcosa. O quantomeno a fare rendere conto alle persone che poteva avviarsi l’inizio di un cambiamento.

Un giornale che ha cercato il confronto trovandolo in poche persone. Che, a dire il vero, sono bastate. Anche se spesso con opinioni differenti, a contribuire a portare avanti un’iniziativa editoriale, nonostante gli alti e i bassi in certa misura connaturati alla stessa iniziativa. Un giornale che non solo non percepisce alcun contributo pubblico, e questo è scontato, ma non guadagna nemmeno. E nonostante questo ha conseguito dei risultati. Sin troppo poco noti. Da Mascalucia a Gravina a Catania. Un giornale che ha un solo giornalista.

Ecco, un giornale che nonostante le mille idiozie e ostacoli perpetrati da altrettanti imbecilli, è andato comunque avanti. E ha vinto.

Ecco cos’è il Pezzo Etneo

Torna in alto