Il bello di Catania sommerso da una cappa nebulosa di ostentata diplomaticità
La serendipità solidale catanese che diventa “una mano lava l’altra” istituzionale
Perché a me questo piace di Catania, la capacità e la fortuna di fare scoperte inattese e fortuite. Non è forse questo il bello di Catania? Perché, è vero, a Catania trovi sempre qualcosa. Non sono mica i monumenti, specie se gli stessi vengono - alla catanese - abbiati ad muzzum, sempre alla catanese. Soprattutto se al barocco e allo stile liberty si aggiungono strutture arabeggianti. Così... già non si capiva un cazzo prima, figuriamoci adesso. La nuova Agrabah in stile Notti d'oriente. https://youtu.be/0RSkbEdKeh4 Che poi è pure bello che in città non si capisca niente. A seconda dei casi la caoticità piace. Piace ai catanesi e piace anche ai turisti. È proprio quella che spinge i viaggiatori a tornare e che nonostante la cafonaggine, piccoli e grandi reati, furti e danneggiamenti, i rifiuti, spinge ancora i turisti a tornare. Eppure però credo che anni e anni di istituzionalismo tipico della Catania dirigente abbiano contribuito a traslare e trasformare la poe...

Banche, mafia e i cavalieri del lavoro tra inchieste e finanziamenti alle guerre
Sull’Isola è oligopolio a tre con Banca agricola, Unicredit e Intesa San Paolo
Uomini d’affari, revisori dei conti, grandi imprenditori, nobili proprietari terrieri e ricchi industriali, componenti dei consigli di ammnistrazione aeroportuali ricoprono ruoli di vertice nelle banche. Le stesse banche che finanziano le guerre e che, tramite le grandi multinazionali, controllano i settori energetici del paese. Luce, acqua, gas, porti e aeroporti sono nelle mani dei grandi […]
Quando l’ironica e malinconica verità di un giornale supera l’idiozia degli imbecilli
Pezzi di una città immaginaria
Le proposte più assurde mai fatte tranne una volta
Le proposte più assurde mai fatte tranne una volta