
«Aumentare dormitori e sollecitare intervento dell’amministrazione»
Si è svolto ieri in prefettura, alla presenza della viceprefetta Federica Nicolosi, l'incontro riguardante i senza fissa dimora richiesto un mese fa dai sindacati degli inquilini e dalle associazioni impegnate, a vario titolo, nel sostegno e nell'assistenza abitativa legale, sociale e sanitaria di chi, o per scelta o per mancanza di reddito o per altro ancora, vive e dorme per strada. «Siamo stati fra i firmatari della richiesta dell'incontro e abbiamo evidenziato che a Catania la questione abitativa, in tutti i suoi segmenti, è amministrata senza alcun progetto e senza un piano», si legge nella nota dell'Associazione inquilini e abitanti.
In questa città fra i senzatetto non ci sono solo migranti, ci sono anche cittadine e cittadini catanesi sfrattati, senza reddito e anche loro abbandonati in strada dalle istituzioni locali. In questa città per chi dorme per strada c'è un solo dormitorio pubblico a disposizione, che non riesce a ospitare tutte e tutti coloro che ne richiedono l'ospitalità. In questa città la prefettura ha recentemente individuato a Catania ben sei zone rosse dove dormono i senzatetto e i senza fissa dimora. In questa città si registra un numero impressionante di sfratti per morosità non colpevole mentre fioriscono i cantieri per la realizzazione di palazzi per ricchi, nascono supermercati dove erano previste scuole pubbliche e le assegnazioni di case popolari sono ridotte al minimo storico e del censimento del patrimonio dei beni immobili del Comune non c'è traccia.
Dall'incontro sono emerse da parte della Prefettura diverse promesse: implementare i dormitori, sollecitare l'intervento dell'amministrazione comunale, affrontare l'emergenza abitativa e in modo particolare dei senzatetto-senza fissa dimora. Ma come? Con soluzioni concrete?
Non solamente progetti in divenire e la ricerca di fondi europei, del Pon e del Pnrr.
Concludendo l'incontro abbiamo chiesto con una delegazione di Asia Usb rappresentata da Salvatore D'arrigo, assieme a tutte le associazioni e agli altri sindacati inquilini presenti di essere coinvolti dalla Prefettura nelle attività a favore degli ultimi, non solo dei senzatetto e dei senza fissa dimora, risaltando anche i problemi riguardanti le sorelle e i fratelli migranti presenti a Catania.